Il Progetto

l turismo sessuale a danno dei minori è una piaga mondiale che attanaglia in modo particolare Sud-est asiatico, America Latina, Africa ed Europa orientale. I paesi occidentali sono quelli da cui si registrano i maggiori flussi in partenza. Secondo i dati ECPAT, in Europa i paesi più interessati dal fenomeno sono: Germania, Olanda, Inghilterra, Francia, Belgio, Spagna e Italia (flussi in uscita); Bulgaria, Romania, Moldavia e Russia (flussi in entrata).

I turisti sessuali abusano dei canali e delle reti del turismo per raggiungere le loro vittime. Imprese e lavoratori del settore – operando sul campo – possono giocare un ruolo prezioso per prevenire e contrastare il fenomeno. Per farlo essi devono imparare a riconoscerlo e a prevenirlo, devono cioè avere le conoscenze e le competenze per identificarlo ed essere dotati di strumenti concreti per impedire a sfruttatori e clienti di utilizzare i servizi turistici per raggiungere le loro vittime.

A dicembre 2011 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato una direttiva (92/2011) per invitare gli Stati Membri e tutti gli attori sociali ad assumere iniziative concrete contro lo sfruttamento sessuale dei minori. La direttiva cita anche lo sfruttamento sessuale dei minori nel turismo.

Al fine di rispondere all’invito della Commissione e al contempo favorire la creazione di un tavolo permanente di dialogo sociale che affronti i temi della sostenibilità e della responsabilità nel turismo, abbiamo presentato una richiesta di finanziamento per realizzare azioni utili a che le parti sociali europee della filiera turistica assumano la volontà politica ed anche negoziale di agire insieme contro lo sfruttamento sessuale dei minori e, con l’aiuto di esperti e tecnici del settore, si dotino – a tutti i livelli – di strumenti pratici volti a sbarrare la strada a queste pratiche nel turismo.

L’iniziativa nasce su input della FILCAMS-CGIL, con l’obiettivo di rendere patrimonio comune a disposizione dell’Europa il bagaglio di esperienze e buone pratiche maturate in Italia (dalla battaglia per la legge 269/1998, all’integrazione del Codice di Condotta ECPAT nel Contratto Collettivo Nazionale di Settore, alla adozione dell’unico codice comportamentale al mondo per le Municipalità).

La Commissione europea ha accettato la richiesta di finanziamento e ha dato il via libera all’avvio delle attività. Il progetto durerà 12 mesi, a partire da dicembre 2012

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